Lucian Ban and the metamorphoses of harmony: from memory to ritual, between jazz and Bartók
Con oltre venti incisioni a proprio nome, pubblicate da etichette di prestigio quali ECM e Sunnyside, Lucian Ban si impone dunque non solo come pianista ma come architetto di forme sonore in continua metamorfosi, portatore di una visione che rilegge il jazz alla luce di un orizzonte transnazionale e profondamente lirico. Lucian Ban rappresenta una delle voci più peculiari del pianoforte contemporaneo, capace di articolare un discorso musicale che si nutre tanto delle radici transilvane quanto delle più ardite correnti del jazz newyorkese. Nato in un villaggio della Romania nord-occidentale, nella stessa regione in cui Béla Bartók condusse le sue ricerche etno-musicologiche, Ban ha assimilato fin da giovane la tensione dialettica fra il patrimonio orale e le forme della musica colta europea, per poi convogliarla in una pratica improvvisativa intrisa di lirismo e rigore.
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